Skip to main content

Estetica del calcio e rimbalzi del vissuto

13/04/2019 17:00 - 19:00

A cura di Scaletta 62

il critico d’estetica contemporanea Paolo Meneghetti terrà una conferenza a voce (di circa 60 minuti) sul mondo del calcio. Il pubblico entrerà gratuitamente, nei locali del Centro Polifunzionale “Locomotiva Ferrovieri”.

Precisamente, la conferenza s’intitola Estetica del calcio e rimbalzi del vissuto. Saranno anche proiettate alcune immagini a tema.
Paolo Meneghetti ricostruirà una fenomenologia estetica del calcio, fra l’ermeneutica dei passaggi e l’esistenzialismo del risultato, sempre adattandovi la metafora del vissuto (dal tifo passionale in tribuna ai “rimbalzi” per l’episodio fortunoso). Ovviamente, tutti noi giochiamo nel “campo” della famiglia o del lavoro, dei divertimenti o degli obblighi. Fra i filosofi che Paolo Meneghetti citerà, ci saranno Hans Georg Gadamer, Jean-Paul Sartre, Christopher Cordner e Giancristiano Desiderio.
Al termine della conferenza, s’avvierà il dibattito col pubblico.
Ha scritto Paolo Meneghetti, nel suo testo:
< …Pintarelli ci ricorda che nel calcio la sforbiciata si fa ricevendo il pallone dalla fascia laterale, e sino ad incrociare le gambe, parallele al terreno, mentre si può guardare attentamente la porta. Qualcosa che noi percepiremo nella sua “immanenza”, se la sospensione rientra sulla coordinazione (senza affidarsi al mero destino). La sforbiciata appare pure infantile, al tagliuzzare che semplicemente si gode, ed artistica, almodellare che lima il superfluo. Qualcosa da percepire all’immanenza d’un “trastullo”? Ricordiamo la cordicella che lancia la trottola… Nel calcio, esiste la veronica, come “finta” tecnica d’alto livello. Gadamer invita a percepire un “trastullo estetico” per il primato della domanda.L’ermeneutica determina un dialogo per reinterpretazioni. Più in specie, però, sarà impossibile giocare unicamente per se stessi. Ciò comporta sempre una reciprocità, a livello fenomenologico. Un gatto a volte gioca col gomitolo di lana, che subito (necessariamente) gli “concorrerà”. Per Gadamer, a nulla serve obiettare che in quel caso gli avversari sono impossibili. Chiaramente, mancherà la volontà umana. Addirittura, a Gadamer pare che il gioco del calcio diventi popolare giacché il pallone, quando si muove, assume giri all’inizio imprevedibili. Conta poco il fatto che esistano gli avversari in campo. L’imprevedibilità del pallone fa in modo che questo letteralmente “crei” il gioco, da solo. Ma si può ricavare una fenomenologia più generale. Gadamer ha scritto che si gioca… solo per giocare (cioè in modo disinteressato, quasi nell’illusione di farlo)… >

Ingresso libero – Referente: Michela 347 9527688